Dove sei stata in vacanza? Domanda che viene fatta spesso in questa stagione; le risposte sono sempre molto varie e curiose: in montagna, a Parigi, al mare, in Camargue, in Toscana, a Lucca, ai laghi, , quando chiederanno a me risponderò "a ROVOLON"
Come , non sapete dove è Rovolon ? E' sui colli Euganei, non lontana da Abano Terme e da Padova.
L'amica Delia che programma con perizia i nostri viaggi estivi ci ha portato in questo paesino , in una graziosissima Country house dove ci siamo trovate benissimo e dove abbiamo mangiato sempre ottime cenette.
Questa era la partenza per le nostre gite della giornata; purtroppo il caldo veramente torrido ci ha accompagnato in tutta la settimana, togliendoci un bel pò di forze!!
Ma le quattro amiche non demordono e le gite sono state tutte interessanti.
Dal castello di Monselice costruito tra il XI e il XVI secolo e che oggi porta il nome del Conte Cini che, avutolo in eredità intraprende una accurata ricerca di oggetti, armi, dipinti, mobili ricreando
l'antica atmosfera medioevale.,
La Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia una splendida villa costruita alla fine del '400 come luogo di riposo e vacanze per i vescovi padovani.
Affrescata magnificamente da Lambert Sustris fino al 1962 fu proprietà dei vescovi poi fu acquistata da Vittorio Olcese, industriale lombardo che la ristrutturò e nel 2005 alla sua morte fu donata al FAI.
Poi ad Arquà Petrarca, delizioso paesino medioevale che dal 2011 fa parte del patrimonio dell'umanità dell'Unesco.
Petrarca vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e vi morì nel 1374 , noi abbiamo visitato la sua casa natale, in posizione molto bella, circondata dal verde e con una vista a 360° sui colli.
Arquà Petrarca fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia.
Abbiamo poi dedicato una giornata, purtroppo torrida, alla visita di Venezia, non abbiamo però battuto le rotte classiche dei turisti,che erano migliaia, ma siamo andate a visitare il ghetto dove abbiamo incontrato molti giovani ebrei tradizionalisti vestiti di nero. Il ghetto è il più antico del mondo e deriva il suo nome dal verbo ghettare cioè affinare il metallo con la ghetta perchè qui esisteva una fonderia. Da questo nome deriveranno tutti gli altri ghetti sorti nel mondo.
Abbiamo visitato il Banco Rosso uno dei primi banchi dei pegni sorto a Venezia.Il ghetto è un luogo molto suggestivo, anche pensando al dolore che qui migliaia di ebrei hanno vissuto durante la seconda guerra mondiale,stipati in questo spazio ristretto senza potere uscire.
Nel pomeriggio la tanto desiderata visita al Museo di Peggy Guggenheim. Posto incantevole sul Canal Grande, sfido che la Peggy si era innamorata del luogo tanto da volerci rimanere fino alla fine dei suoi giorni!!
Il museo di arte contemporanea è esattamente come me lo aspettavo , con tante opere conosciute e splendide di autori famosi e altre per me meno comprensibili ma che non tolgono nulla all'ammirazione per questa donna straordinaria con l'occhio lungimirante sugli artisti del suo tempo.
Altro giorno ad Abano Terme, luogo di splendidi alberghi per le cure termali ; noi siamo stati in piscina immerse nell'acqua per il gran caldo ma abbiamo anche provato la piscina di acqua calda con getti piacevolissimi sul collo e le spalle!!
Tutte le sere tornavamo a Rovolon per la cena, sempre piacevolissima !
Altre visite interessanti alla Villa Barberigo a Valsanzibio di Garzignano Terme(chi ne ha mai sentito parlare!!): una splendida villa costruita nel 1600 con un giardino simbolico fantastico e con un complesso di fontane tutte funzionanti.
E' stato insignito nel 2014 del premio internazionale di Più bel giardino d'Europa!!
C'è anche un labirinto molto grande e noi abbiamo cercato di percorrerlo per trovare la meta ma dopo molti giri a vuoto siamo state prese dall'affanno e abbiamo trovato una uscita di sicurezza!!
Un altro Castello abbiamo visto in questa giornata: il Castello del Catajo a Battaglia Terme.
Un monumentale edificio di 350 stanze eretto nel XVI sec. da Pio Enea Obizzi , capitano di Ventura e inventore dell'obice.
All'interno ci sono stanze con bellissimi affreschi di G.B.Zelotti, allievo del Veronese, che raccontano la storia degli Obizzi con colori ancora splendidi.
Le scale esterne sono costruite in modo che vi si potesse salire a cavallo fino alla terrazza!
Che megalomani questi ricconi!!
Divenne residenza di villeggiatura degli Asburgo e ancora oggi è un bene privato.
Direi che la nostra settimana di vacanze è stata spesa veramente alla grande!! Al prossimo anno!!!!!
giovedì 13 agosto 2015
lunedì 27 luglio 2015
AL TEATRO REGIO LA NORMA
Ieri ho assistito nel pomeriggio al Teatro Regio alla rappresentazione dell'opera Norma di V.Bellini.
Io non sono una esperta di musica lirica e credo di aver visto nella mia vita ben poche opere.
Quindi prima mi sono documentata sulla trama dell'opera e ho scoperto che conoscevo solamente la famosissima aria "Casta Diva" che Maria Callas ha reso celeberrima. Di tutta la trama dell'opera non conoscevo nulla!
Ma quando mi sono accomodata nel palco e mi sono sentita avvolgere dalla musica sono entrata totalmente in un mondo meraviglioso di suono. La trama si è svelata a poco a poco, aiutata anche dalle scritte sopra il palcoscenico, e i cantanti mi hanno fatto partecipare al miracolo della musica!
La cantante che interpretava Norma si chiama Maria Agresta e regala al personaggio incredibili sfumature; anche gli interpreti di Pollione e di Adalgisa sono bravissimi e il maestro che dirige l'Orchestra e il coro è Roberto Abbado.
La storia racconta dell'ntreccio amoroso del proconsole romano Pollione il quale, dopo aver dato due figli alla sacerdotessa Norma, seduce la giovane Adalgisa e pensa di portarsela a Roma.
In un primo tempo Norma di fronte al tradimento dell'amante pensa di uccidere i loro figli ma poi finirà per sacrificare sè stessa . Pollione la seguirà sul rogo.
Mi sono anche commossa, veramente, gli interpreti mi hanno fatto vivere una splendida emozione.
Io non sono una esperta di musica lirica e credo di aver visto nella mia vita ben poche opere.
Quindi prima mi sono documentata sulla trama dell'opera e ho scoperto che conoscevo solamente la famosissima aria "Casta Diva" che Maria Callas ha reso celeberrima. Di tutta la trama dell'opera non conoscevo nulla!
Ma quando mi sono accomodata nel palco e mi sono sentita avvolgere dalla musica sono entrata totalmente in un mondo meraviglioso di suono. La trama si è svelata a poco a poco, aiutata anche dalle scritte sopra il palcoscenico, e i cantanti mi hanno fatto partecipare al miracolo della musica!
La cantante che interpretava Norma si chiama Maria Agresta e regala al personaggio incredibili sfumature; anche gli interpreti di Pollione e di Adalgisa sono bravissimi e il maestro che dirige l'Orchestra e il coro è Roberto Abbado.
La storia racconta dell'ntreccio amoroso del proconsole romano Pollione il quale, dopo aver dato due figli alla sacerdotessa Norma, seduce la giovane Adalgisa e pensa di portarsela a Roma.
In un primo tempo Norma di fronte al tradimento dell'amante pensa di uccidere i loro figli ma poi finirà per sacrificare sè stessa . Pollione la seguirà sul rogo.
Mi sono anche commossa, veramente, gli interpreti mi hanno fatto vivere una splendida emozione.
lunedì 29 giugno 2015
CINQUE GIORNI A PARIGI
Sono appena tornata da Parigi dopo un viaggio iniziato martedi 23 giugno, con le mie amiche TINA e MARIA. Con loro ero già stata a Praga lo scorso anno.
Iniziato con un viaggio in pulmann che è stato veramente lungo, quasi 13 ore, con le fermate canoniche s'intende, però interminabile soprattutto all'entrata a Parigi , abbiamo percorso la circonvallazione, che in Francia si chiama Pherif, in due ore a passo d'uomo!
Siamo arrivate all'hotel a St;OUEN stravolte ma l'indomani mattina eravamo già pronti all'avventura.
La compagnia era formata da 24 persone con alcuni giovanissimi e altri, noi tre soprattutto, decisamente passate nella terza età!
Abbiamo avuto un autista molto bravo, Luigi e una guida, Rita, simpatica, esperta ed entusiasta.
Abbiamo conosciuto la nostra guida francese, Lucie, che ci ha scarrozzato per i due giorni successivi
con un piglio militaresco, dandoci informazioni particolareggiate su tutto, sulla storia presente e passata di ogni monumento o museo visto.
Non si può fare altro che elencare tutte le stupende cose viste in questi giorni direi frenetici:
il Museo del Louvre ,la chiesa di Notre Dame, le Sacre Coeur di sera, piazze favolose come Place de la Concorde e Place Vendome, la Tour Eiffel di giorno e di notte tutta illuminata, gli Champs Elisee, Monmartre, la Place du Tertre, piazzetta dei pittori, i giardini del Lussemburgo, i grandi magazzini Lafayette dove ci siamo spruzzate di profumo francese!!
E poi visita alla Defense, nuovo quartiere di Parigi, la città del futuro assolutamente impressionante!
Decine di grattacieli dalle forme più strane, tutti in vetro, acciaio e specchi , .con un grande novello Arco posto esattamente all'estremo opposto dell'arco di Trionfo antico. A guardare da sotto questi grattacieli ti prende un senso di smarrimento e di vertigine Se questo sarà il futuro abitativo delle persone mi prende l'angoscia!
Le case di Parigi invece sono bellissime,soprattutto quelle costruite dall'arch. Haussman , di pietra chiara , con finestre decorate, con numerosissime soffitte e decori art Deco o Liberty.
L'ultima giornata è stata dedicata alla visita di Versailles; la grande reggia a pochi chilometri da Parigi. Appena arrivati al grande cancello dorato ci ha accolto una coda di migliaia di persone, ferme sotto il sole! Coraggio, tutto è andato bene, la reggia è maestosa e avrò un ricordo vivo della grande sala degli specchi dove io e Maria abbiamo accennato un valzer!!!
Alla sera gita sul bateau mouche , una folla strabocchevole riempiva la piazza della tour Eiffel, le sponde e i battelli, sembrava che tutta Parigi e migliaia di turisti si fossero dati appuntamento lì! La gente ci salutava dalle sponde sbracciandosi, uno spettacolo incredibile!! E lungo il percorso del bateau abbiamo rivisto tantissimi monumenti di Parigi che si affacciano alle sponde della Senna.
Alle 22 la torre si è illuminata proprio mentre attraccavamo, sembrava l'avesse fatto solo per noi. E' stato emozionante.
Purtroppo abbiamo avuto notizia di un terribile attentato in Tunisia, di uno a Lyon, che ci hanno colpito, il pensiero che altre persone come noi che erano in vacanza e si stavano divertendo e che sono morte in modo così tragico ci ha lasciato esterefatti.
Metto qualche ricordo fotografico di quello che mi ha colpito di più
Iniziato con un viaggio in pulmann che è stato veramente lungo, quasi 13 ore, con le fermate canoniche s'intende, però interminabile soprattutto all'entrata a Parigi , abbiamo percorso la circonvallazione, che in Francia si chiama Pherif, in due ore a passo d'uomo!
Siamo arrivate all'hotel a St;OUEN stravolte ma l'indomani mattina eravamo già pronti all'avventura.
La compagnia era formata da 24 persone con alcuni giovanissimi e altri, noi tre soprattutto, decisamente passate nella terza età!
Abbiamo avuto un autista molto bravo, Luigi e una guida, Rita, simpatica, esperta ed entusiasta.
Abbiamo conosciuto la nostra guida francese, Lucie, che ci ha scarrozzato per i due giorni successivi
con un piglio militaresco, dandoci informazioni particolareggiate su tutto, sulla storia presente e passata di ogni monumento o museo visto.
Non si può fare altro che elencare tutte le stupende cose viste in questi giorni direi frenetici:
il Museo del Louvre ,la chiesa di Notre Dame, le Sacre Coeur di sera, piazze favolose come Place de la Concorde e Place Vendome, la Tour Eiffel di giorno e di notte tutta illuminata, gli Champs Elisee, Monmartre, la Place du Tertre, piazzetta dei pittori, i giardini del Lussemburgo, i grandi magazzini Lafayette dove ci siamo spruzzate di profumo francese!!
E poi visita alla Defense, nuovo quartiere di Parigi, la città del futuro assolutamente impressionante!
Decine di grattacieli dalle forme più strane, tutti in vetro, acciaio e specchi , .con un grande novello Arco posto esattamente all'estremo opposto dell'arco di Trionfo antico. A guardare da sotto questi grattacieli ti prende un senso di smarrimento e di vertigine Se questo sarà il futuro abitativo delle persone mi prende l'angoscia!
Le case di Parigi invece sono bellissime,soprattutto quelle costruite dall'arch. Haussman , di pietra chiara , con finestre decorate, con numerosissime soffitte e decori art Deco o Liberty.
L'ultima giornata è stata dedicata alla visita di Versailles; la grande reggia a pochi chilometri da Parigi. Appena arrivati al grande cancello dorato ci ha accolto una coda di migliaia di persone, ferme sotto il sole! Coraggio, tutto è andato bene, la reggia è maestosa e avrò un ricordo vivo della grande sala degli specchi dove io e Maria abbiamo accennato un valzer!!!
Alla sera gita sul bateau mouche , una folla strabocchevole riempiva la piazza della tour Eiffel, le sponde e i battelli, sembrava che tutta Parigi e migliaia di turisti si fossero dati appuntamento lì! La gente ci salutava dalle sponde sbracciandosi, uno spettacolo incredibile!! E lungo il percorso del bateau abbiamo rivisto tantissimi monumenti di Parigi che si affacciano alle sponde della Senna.
Alle 22 la torre si è illuminata proprio mentre attraccavamo, sembrava l'avesse fatto solo per noi. E' stato emozionante.
Purtroppo abbiamo avuto notizia di un terribile attentato in Tunisia, di uno a Lyon, che ci hanno colpito, il pensiero che altre persone come noi che erano in vacanza e si stavano divertendo e che sono morte in modo così tragico ci ha lasciato esterefatti.
Metto qualche ricordo fotografico di quello che mi ha colpito di più
lunedì 1 giugno 2015
VIAGGIATRICE DELLA DOMENICA
Oggi 31 maggio nuova avventura, mi sono svegliata con la voglia di partire! Sono andata alla stazione di Porta Nuova e occhio al tabellone ho visto che il primo treno che partiva mi avrebbe portato a Vercelli. Ottimo mi sono detta, non sono mai stata a Vercelli , è il momento giusto per far
la sua conoscenza.
In 45 minuti di treno sono arrivata e subito mi sono incamminata su un grandissimo viale alberato e pedonale verso il centro della città e ho incominciato fermandomi ammirata in Piazza Cavour, veramente molto bella; non c'era quasi nessuno , i portici che la circondano, del '400 , con i negozi tutti chiusi mi hanno permesso di ammirarla in tutta tranquillità.
Il buon Camillo Benso che ha fatto veramente moltissimo per Vercelli e per il Piemonte, fa bella mostra di sè nel centro della piazza con il suo panciotto e la sua aria serafica.
Continuando la visita della città ho scoperto alcune chiese molto belle, il Duomo,intitolato a Sant'Eusebio, risalente al 1500, dove in quel momento si stava celebrando il battesimo di alcuni bimbetti. Entrando e alzando gli occhi si nota un meraviglioso Crocifisso in argento del XI secolo.
Poi la chiesa di Sant'Andrea in stile gotico risalente al 1200.
In una piccola via mi sono seduta in un bar e davanti a me avevo la facciata della Sinagoga, tutta bianca in stile moresco, chiusa purtroppo.
Passeggiando ho incontrato molti giardini con un profumo penetrante di tiglio, Vercelli è piena di bei giardini, piccoli e grandi , molto ben tenuti.
Tornando davanti alla stazione c'è un grande giardino con una statua che rappresenta una donna in piedi con in mano un mazzo d'erba, non c'è scritto nessuna spiegazione e non sono riuscita sul momento a darle un nome e un volto;
ho poi scoperto che era il monumento alla mondina! Quanto lavoro hanno svolto queste donne nelle risaie del Vercellese, è giusto che siano ricordate!
Mi è piaciuto questo viaggetto domenicale, è il terzo che faccio affidandomi al caso;: il primo è stato a Chivasso, il secondo a Rivarolo, il terzo a Carmagnola e quest'ultimo a Vercelli! Comincio a conoscere un pò di più il Piemonte, vedremo quale sarà il prossimo!!! Mi affiderò come il solito alla sorte
la sua conoscenza.
In 45 minuti di treno sono arrivata e subito mi sono incamminata su un grandissimo viale alberato e pedonale verso il centro della città e ho incominciato fermandomi ammirata in Piazza Cavour, veramente molto bella; non c'era quasi nessuno , i portici che la circondano, del '400 , con i negozi tutti chiusi mi hanno permesso di ammirarla in tutta tranquillità.
Il buon Camillo Benso che ha fatto veramente moltissimo per Vercelli e per il Piemonte, fa bella mostra di sè nel centro della piazza con il suo panciotto e la sua aria serafica.
Continuando la visita della città ho scoperto alcune chiese molto belle, il Duomo,intitolato a Sant'Eusebio, risalente al 1500, dove in quel momento si stava celebrando il battesimo di alcuni bimbetti. Entrando e alzando gli occhi si nota un meraviglioso Crocifisso in argento del XI secolo.
Poi la chiesa di Sant'Andrea in stile gotico risalente al 1200.
In una piccola via mi sono seduta in un bar e davanti a me avevo la facciata della Sinagoga, tutta bianca in stile moresco, chiusa purtroppo.
Passeggiando ho incontrato molti giardini con un profumo penetrante di tiglio, Vercelli è piena di bei giardini, piccoli e grandi , molto ben tenuti.
Tornando davanti alla stazione c'è un grande giardino con una statua che rappresenta una donna in piedi con in mano un mazzo d'erba, non c'è scritto nessuna spiegazione e non sono riuscita sul momento a darle un nome e un volto;
ho poi scoperto che era il monumento alla mondina! Quanto lavoro hanno svolto queste donne nelle risaie del Vercellese, è giusto che siano ricordate!
Mi è piaciuto questo viaggetto domenicale, è il terzo che faccio affidandomi al caso;: il primo è stato a Chivasso, il secondo a Rivarolo, il terzo a Carmagnola e quest'ultimo a Vercelli! Comincio a conoscere un pò di più il Piemonte, vedremo quale sarà il prossimo!!! Mi affiderò come il solito alla sorte
sabato 2 maggio 2015
Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane,
di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
di gente che ama gli alberi e riconosce il vento.
Più che l'anno della crescita, ci vorrebbe l'anno dell'attenzione.
Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore,
attenzione ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore,
attenzione ai ragazzi che crescono,
attenzione anche a un semplice lampione,
a un muro scrostato.
Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere,
significa rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza.
significa rallentare più che accelerare,
significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce,
alla fragilità, alla dolcezza.
Franco Arminio
da "Geografia commossa dell'Italia interna"
da "Geografia commossa dell'Italia interna"
martedì 28 aprile 2015
VOLONTARIA PER LA SINDONE
Oggi ho iniziato il mio volontariato in occasione dell'esposizione della Sindone nel Duomo di Torino.
La Sindone sarà in Duomo fino al 24 giugno e già è incominciata la visita di migliaia di persone provenienti da ogni parte d'Europa e del mondo.
Il giorno 21 di giugno verrà anche Papa Francesco a Torino.
Il giorno 21 di giugno verrà anche Papa Francesco a Torino.
Io sono stata destinata all'Adorazione, nella Chiesa della Santissima Trinità in Via Garibaldi angolo via Venti Settembre dove viene esposto il Santissimo per tutto il giorno per l'adorazione eucaristica e ho potuto salutare tantissime persone che sono entrate a vedere questa antica chiesa di Torino che per molto tempo è stata sempre chiusa . Alcune signore straniere, soprattutto francesi, hanno chiesto informazioni sulle chiese dove si celebravano Messe e sugli orari.
Davanti a me scorreva il traffico di Via Garibaldi in un pomeriggio di sole, le numerose bancarelle con i tendoni bianchi piene di ricordini della s.Sindone aspettavano i rari clienti che si fermavano;
sono numerosissime (troppe secondo me) e tutte vendono le stesse cose!
La chiesa della Santissima Trinità è stata costruita nei primissimi anni del '600 da un membro famoso della confraternita omonima ASCANIO VITTOZZI che è anche l'architetto del Santuario di Vicoforte e la Chiesa dei Cappuccini a Torino.
All'interno vi sono opere della scuola dello Juvarra .
La chiesa , durante la seconda guerra mondiale ha subito gravi danni soprattutto la distruzione del coro; attualmente la confraternita si occupa oltre alle funzioni liturgiche anche del mantenimento , il restauro e la valorizzazione della chiesa e di opere di carità, come residenze per anziani alla crocetta, residenza universitaria e opere di housing sociale negli alloggi contigui alla chiesa.
sono numerosissime (troppe secondo me) e tutte vendono le stesse cose!
La chiesa della Santissima Trinità è stata costruita nei primissimi anni del '600 da un membro famoso della confraternita omonima ASCANIO VITTOZZI che è anche l'architetto del Santuario di Vicoforte e la Chiesa dei Cappuccini a Torino.
All'interno vi sono opere della scuola dello Juvarra .
La chiesa , durante la seconda guerra mondiale ha subito gravi danni soprattutto la distruzione del coro; attualmente la confraternita si occupa oltre alle funzioni liturgiche anche del mantenimento , il restauro e la valorizzazione della chiesa e di opere di carità, come residenze per anziani alla crocetta, residenza universitaria e opere di housing sociale negli alloggi contigui alla chiesa.
lunedì 30 marzo 2015
POESIA
Se io potessi vivere un'altra volta la mia vita
Nella prossima cercherei di fare più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più.
Sarei meno serio di quanto sono stato,
di fatto prenderei poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi
farei più viaggi,
guarderei più tramonti
salirei più montagne
nuoterei più fiumi.
Andrei in posti dove mai sono stato
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone
che ha vissuto sensatamente e precisamente
ogni minuto della sua vita.
Certo che ho avuto momenti di gioia!
Ma se potessi tornare indietro
cercherei soltanto di avere buoni momenti:
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto
senza un termometro,una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in carrozzella,
guarderei più albe e giocherei con più bambini.
Se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
ISTANTI di J.L.BORGES
Nella prossima cercherei di fare più errori.
Non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più.
Sarei meno serio di quanto sono stato,
di fatto prenderei poche cose sul serio.
Sarei meno igienico.
Correrei più rischi
farei più viaggi,
guarderei più tramonti
salirei più montagne
nuoterei più fiumi.
Andrei in posti dove mai sono stato
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali, e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone
che ha vissuto sensatamente e precisamente
ogni minuto della sua vita.
Certo che ho avuto momenti di gioia!
Ma se potessi tornare indietro
cercherei soltanto di avere buoni momenti:
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l'oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto
senza un termometro,una borsa dell'acqua calda,
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all'inizio della primavera
e resterei scalzo fino alla fine dell'autunno.
Farei più giri in carrozzella,
guarderei più albe e giocherei con più bambini.
Se mi trovassi di nuovo la vita davanti.
ISTANTI di J.L.BORGES
lunedì 23 marzo 2015
FAI . GIORNATE DI PRIMAVERA
Sotto una pioggia battente e un freddo quasi invernale si sono svolte sabato 21 e domenica 22 marzo le giornate di primavera del FAI.
Fresca di iscrizione ho voluto visitare almeno tre mete di quest'anno.
L'Accademia di agricoltura in Via Andrea Doria 10, La Chiesa della Misericordia in Via Barbaroux 41 e infine la Chiesa di S.Croce in Piazza Carlina.
Ciceroni erano gli alunni dei Licei di Torino, ragazzi e ragazze molto bravi e volenterosi.
Tutte tre le visite sono state molto interessanti; la chiesa in piazza Carlina è chiusa al pubblico da almeno 40 anni ed è molto malridotta e in fase di restauro.
La chiesa in via Barbaroux è vagamente iettatoria!! dedicata a S:Giovanni deriva il suo nome dalla Arciconfraternita di S.Giovanni Decollato la cui effige (bacinella con testa!) è riprodotto dappertutto.
La confraternita assisteva e confortava i carcerati, specialmente i condannati a morte per impiccagione. In una botola profonda 12 metri, di fianco ad un altare, vennero sepolti i condannati fino a tutto il 1777. In un'altra botola venivano sepolti i confratelli.
Sono conservati in una vetrinetta il bicchiere di stagno per l'ultimo cordiale!, il capestro, il crocifisso di San Giuseppe Cafasso.
In questa chiesa alla domenica si officia una Messa con il rito tridentino, in latino e con il sacerdote che dà le spalle ai fedeli.
L'Accademia di agricoltura è un delizioso palazzo edificato a fine ottocento con bellissimi pavimenti a mosaico e lignei, soffitti e sovraporte dipinti.
C'è anche una piccola ma affascinante esposizione di frutta in cera, opera di Francesco Garnier Valletti Tra i membri dell'Accademia si sono annoverati negli anni molti illustri uomini, tra cui il Conte Cavour , Luigi Einaudi, Giuseppe Medici , Amedeo Avogadro, Sobrero.
Fresca di iscrizione ho voluto visitare almeno tre mete di quest'anno.
L'Accademia di agricoltura in Via Andrea Doria 10, La Chiesa della Misericordia in Via Barbaroux 41 e infine la Chiesa di S.Croce in Piazza Carlina.
Ciceroni erano gli alunni dei Licei di Torino, ragazzi e ragazze molto bravi e volenterosi.
Tutte tre le visite sono state molto interessanti; la chiesa in piazza Carlina è chiusa al pubblico da almeno 40 anni ed è molto malridotta e in fase di restauro.
La chiesa in via Barbaroux è vagamente iettatoria!! dedicata a S:Giovanni deriva il suo nome dalla Arciconfraternita di S.Giovanni Decollato la cui effige (bacinella con testa!) è riprodotto dappertutto.
La confraternita assisteva e confortava i carcerati, specialmente i condannati a morte per impiccagione. In una botola profonda 12 metri, di fianco ad un altare, vennero sepolti i condannati fino a tutto il 1777. In un'altra botola venivano sepolti i confratelli.
Sono conservati in una vetrinetta il bicchiere di stagno per l'ultimo cordiale!, il capestro, il crocifisso di San Giuseppe Cafasso.
In questa chiesa alla domenica si officia una Messa con il rito tridentino, in latino e con il sacerdote che dà le spalle ai fedeli.
L'Accademia di agricoltura è un delizioso palazzo edificato a fine ottocento con bellissimi pavimenti a mosaico e lignei, soffitti e sovraporte dipinti.
C'è anche una piccola ma affascinante esposizione di frutta in cera, opera di Francesco Garnier Valletti Tra i membri dell'Accademia si sono annoverati negli anni molti illustri uomini, tra cui il Conte Cavour , Luigi Einaudi, Giuseppe Medici , Amedeo Avogadro, Sobrero.
martedì 3 marzo 2015
LA MIA NUOVA PASSIONE
Mia figlia Paola mi ha fatto conoscere una tecnica per il disegno che può essere usata da tutti, anche da chi non sa disegnare, come me!! Ho sempre sognato di saper dipingere anche cose piccole e semplici, ma mi sono sempre arenata davanti a difficoltà insormontabili: non so proprio tenere un pennello in mano.
Ma questa tecnica, che si chiama ZENTANGLE (nome misterioso) mi ha semplicemente conquistato. Praticamente si tratta di tracciare a piacere in bianco e nero o a colori con i pennarelli o con le matite colorate tanti piccoli disegni di ogni forma , dividendo il foglio in quadrati e , con tanta fantasia riempire tutto il foglio.
Mi sono subito cimentata in questo quasi gioco e devo dire che mi ha appassionato veramente e ormai ho già sfornato alcuni "CAPOLAVORI" che mi rendono felicissima.
E' una attività che mi rilassa e mi diverte e la faccio conoscere ai miei amici che forse non la conoscono (almeno non con questo nome).
Poi sempre Paola mi ha fatto conoscere una pittrice americana deliziosa, che crea quadri pieni di allegria e di fantasia, KARLA GERARD . Anche lei si ispira un pò agli zentangle e mi piace molto.
Ecco, ve li faccio vedere:
sabato 21 febbraio 2015
LA CAPPELLA DEI MERCANTI
Siamo andati , con l'amica Vera, a visitare la Cappella dei mercanti in Via Garibaldi 25.
La Cappella , fondata nel 1692 è un vero gioiello, fu eretta dalla Pia Congregazione dei banchieri, negozianti e mercanti per offrire uno spazio di incontro e di preghiera per i negozianti di Torino.
Nota curiosa : banchieri non vuol significare chi si occupava di banche ma chi aveva un banco anche al mercato!.
La Pia Congregazione venne istituita presso la Chiesa dei SS.Martiri e nel corso degli anni si è arricchita di preziose testimonianze artistiche; enormi quadri sono su tutte le pareti, eseguiti da grandi artisti, quali Andrea Pozzo, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e altri famosi pittori del tempo.
I quadri hanno grandissime cornici in marmo nero con angoli in oro, inframmezzati da statue ad
altezza naturale in legno dipinte di bianco.
Ma l'oggetto che ha colpito tutti noi e di cui sapevamo poco o addirittura niente si trova nella sacrestia della cappella, quasi nascosto alla vista e infatti molti che avevano già visitato la cappella non ne conoscevano l'esistenza.
Si tratta del CALENDARIO MECCANICO UNIVERSALE costruito nel 1831 da Giovanni Antonio Amedeo Plana, matematico, astronomo, scienziato dell'800.
Sembra un quadro normale con tantissimi dati impressi ma se si volta si trova un ingegnosissimo sistema di ruote dentate, catene e viti in grado di identificare un giorno qualsiasi dall'anno 1 all'anno
4000 e non solo, informare su lunazioni e maree.
Unico al mondo nel suo genere ,è uno strumento ad altissima precisione, calcola gli anni bisestili,
la durata del giorno che è di 23 ore, 56 minuti e 4 secondi e influisce sulle lunazioni, il mese lunare, la diversa velocità della rotazione della terra.
Tutte le informazioni sono scritte su dei rulli di carta girevoli che contengono 40.000 dati!.
Particolare assolutamente straordinario : i rulli vengono ruotati con una piccola manovella di legno che si inserisce in un apposito foro sotto la cornice!!!
La complessità dei dati e la loro mole fa sì che il calendario del Plana venga considerato il PRIMO COMPUTER al mondo!
E noi torinesi non ne sappiamo nulla!!; ci hanno detto che turisti provenienti da tutto il mondo quando vengono qui chiedono di vedere il computer di Torino!!!
La Cappella , fondata nel 1692 è un vero gioiello, fu eretta dalla Pia Congregazione dei banchieri, negozianti e mercanti per offrire uno spazio di incontro e di preghiera per i negozianti di Torino.
Nota curiosa : banchieri non vuol significare chi si occupava di banche ma chi aveva un banco anche al mercato!.
La Pia Congregazione venne istituita presso la Chiesa dei SS.Martiri e nel corso degli anni si è arricchita di preziose testimonianze artistiche; enormi quadri sono su tutte le pareti, eseguiti da grandi artisti, quali Andrea Pozzo, Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e altri famosi pittori del tempo.
I quadri hanno grandissime cornici in marmo nero con angoli in oro, inframmezzati da statue ad
altezza naturale in legno dipinte di bianco.
Ma l'oggetto che ha colpito tutti noi e di cui sapevamo poco o addirittura niente si trova nella sacrestia della cappella, quasi nascosto alla vista e infatti molti che avevano già visitato la cappella non ne conoscevano l'esistenza.
Si tratta del CALENDARIO MECCANICO UNIVERSALE costruito nel 1831 da Giovanni Antonio Amedeo Plana, matematico, astronomo, scienziato dell'800.
Sembra un quadro normale con tantissimi dati impressi ma se si volta si trova un ingegnosissimo sistema di ruote dentate, catene e viti in grado di identificare un giorno qualsiasi dall'anno 1 all'anno
4000 e non solo, informare su lunazioni e maree.
Unico al mondo nel suo genere ,è uno strumento ad altissima precisione, calcola gli anni bisestili,
la durata del giorno che è di 23 ore, 56 minuti e 4 secondi e influisce sulle lunazioni, il mese lunare, la diversa velocità della rotazione della terra.
Tutte le informazioni sono scritte su dei rulli di carta girevoli che contengono 40.000 dati!.
Particolare assolutamente straordinario : i rulli vengono ruotati con una piccola manovella di legno che si inserisce in un apposito foro sotto la cornice!!!
La complessità dei dati e la loro mole fa sì che il calendario del Plana venga considerato il PRIMO COMPUTER al mondo!
E noi torinesi non ne sappiamo nulla!!; ci hanno detto che turisti provenienti da tutto il mondo quando vengono qui chiedono di vedere il computer di Torino!!!
domenica 18 gennaio 2015
FELICE CASORATI
Ho visitato con un gruppo di amici la Mostra ad Alba del pittore Felice Casorati e sono rimasta affascinata.
La mostra è intitolata : Collezioni e mostre tra Europa e Americhe e offre la possibilità di conoscere le opere di uno degli artisti più importanti del Novecento italiano.
Casorati nacque a Novara e visse e lavorò in Piemonte a Torino per la maggior parte della sua vita.
Fu una figura centrale dei circoli culturali torinesi, frequentò Piero Gobetti, fondò una scuola per giovani artisti che accolse allievi illustri, fu amico dell'industriale collezionista Riccardo Gualino.
.
Da ottobre 2o14, quando è incominciata la mostra , lunghe code di visitatori aspettano davanti all'entrata della Fondazione Ferrero per conoscere meglio questo pittore piemontese per nascita e formazione , il cui nome però è stato conosciuto e apprezzato un pò dovunque nel mondo e le cui opere sono presenti nei maggiori musei di arte contemporanea e in tante delle più raffinate collezioni private.
Ho riscoperto i suoi bellissimi ritratti, a partire da quello della sorella Elvira che fu il suo primo capolavoro presentato alla mostra di Venezia che lo fece conoscere, dipinto a soli 24 anni.
Poi tanti ritratti di persone amiche, dai Gualino, alla moglie Daphne Maugham, al maestro Alfredo Casella e volti meravigliosi di donne sconosciute.
Importanti anche le sue nature morte, non con fiori ma solo con uova e limoni e forse qualche mela!!
C' il quadro che è il simbolo della mostra: una bambina vestita di bianco con un cagnolino ai piedi
che è veramente bellissimo; e poi un altro quadro intitolato "Il concerto"del 1924 molto grande che presenta un gruppo di donne nude che danzano e suonano,con i corpi armoniosi e immersi in una atmosfera luminosa e trasparente.
Ho conosciuto questo pittore di cui sapevo poco, nato nel 1883 e morto a Torino nel 1963, e devo dire che mi ha incantato!!
La mostra è intitolata : Collezioni e mostre tra Europa e Americhe e offre la possibilità di conoscere le opere di uno degli artisti più importanti del Novecento italiano.
Casorati nacque a Novara e visse e lavorò in Piemonte a Torino per la maggior parte della sua vita.
Fu una figura centrale dei circoli culturali torinesi, frequentò Piero Gobetti, fondò una scuola per giovani artisti che accolse allievi illustri, fu amico dell'industriale collezionista Riccardo Gualino.
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Da ottobre 2o14, quando è incominciata la mostra , lunghe code di visitatori aspettano davanti all'entrata della Fondazione Ferrero per conoscere meglio questo pittore piemontese per nascita e formazione , il cui nome però è stato conosciuto e apprezzato un pò dovunque nel mondo e le cui opere sono presenti nei maggiori musei di arte contemporanea e in tante delle più raffinate collezioni private.
Ho riscoperto i suoi bellissimi ritratti, a partire da quello della sorella Elvira che fu il suo primo capolavoro presentato alla mostra di Venezia che lo fece conoscere, dipinto a soli 24 anni.
Poi tanti ritratti di persone amiche, dai Gualino, alla moglie Daphne Maugham, al maestro Alfredo Casella e volti meravigliosi di donne sconosciute.
Importanti anche le sue nature morte, non con fiori ma solo con uova e limoni e forse qualche mela!!
C' il quadro che è il simbolo della mostra: una bambina vestita di bianco con un cagnolino ai piedi
che è veramente bellissimo; e poi un altro quadro intitolato "Il concerto"del 1924 molto grande che presenta un gruppo di donne nude che danzano e suonano,con i corpi armoniosi e immersi in una atmosfera luminosa e trasparente.
Ho conosciuto questo pittore di cui sapevo poco, nato nel 1883 e morto a Torino nel 1963, e devo dire che mi ha incantato!!
giovedì 1 gennaio 2015
POESIA DI FERNANDO PESSOA
DEL 2014 RESTANO TRE COSE.
DI TUTTO RESTANO TRE COSE.
LA CERTEZZA
CHE STIAMO SEMPRE INIZIANDO,
LA CERTEZZA CHE ABBIAMO BISOGNO DI CONTINUARE,
LA CERTEZZA
CHE SAREMO INTERROTTI PRIMA DI FINIRE.
PERTANTO DOBBIAMO FARE.
DELL'INTERRUZIONE
UN NUOVO CAMMINO
DELLA CADUTA
UN PASSO DI DANZA,
DELLA PAURA
UNA SCALA
DEL SOGNO
UN PONTE
DEL BISOGNO
UN INCONTRO
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