domenica 29 giugno 2014
UN' ETA' D'ORO: 50 ANNI
Ieri abbiamo festeggiato il compleanno della mia prima figlia PAOLA che ha compiuto 50 anni!
Pe l'occasione si è riunita tutta la famiglia , le altre due sorelle, Silvia e Alessandra, i due generi Augusto e Gianluca, i due nipotini Andrea e Anna. (Dimenticavo la cagnolina, nuova arrivata: MIRA) Che bella giornata abbiamo passato insieme! Siamo andati a pranzo nel paesino di Albugnano d'Asti, paese natale di mio padre dove adesso riposa insieme alla mia mamma.
Paola ha ricevuto tanti regali ed è stata molto felice , i due bambini l'hanno festeggiata manifestandole un grande affetto, abbiamo fatto tantissime foto, molto belle naturalmente quelle di Augusto!
Le ho sentite tutte molto vicine , mancava soltanto Papà Berto ma sono sicura che lui era con tutti noi.
sabato 14 giugno 2014
UN MATRIMONIO
Questa mattina ho assistito , in un comune della cintura di Torino, al matrimonio del figlio di una cara amica.
Mi piace raccontare quello che ho visto e ho provato: prima di tutto grande gioia in tutti i presenti, sorridenti e felici , mamme e bimbi di tutte le età che si salutavano con allegria.
Lo sposo è entrato dal fondo della sala al braccio della sua mamma con un sorriso splendente di felicità mentre la mia amica era talmente emozionata che faticava a non piangere; giunti al tavolo tra loro un lunghissimo abbraccio commovente.
Poi entra la sposa al braccio del padre, bellissima , in bianco, anche lei sorridente ed emozionata. Un abbraccio suggella l'incontro con lo sposo. E poi per tutta la cerimonia i due si sono guardati con una complicità e una gioia veramente coinvolgente, dandosi la mano e sorridendo.
Io auguro a questi due amici che questo clima di allegria, di vera e propria gioia sia il motivo dominante della loro vita e che anche se ci saranno momenti meno facili da affrontare lo facciano insieme, come dice la poesia di Gilbran che il sindaco ha letto alla fine della cerimonia:
"Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
E state insieme ma non troppo vicini:
venerdì 30 maggio 2014
venerdì 23 maggio 2014
500 anni di ritratti femminili
Questo video mette insieme, in un montaggio che crea continuità e movimento tra un ritratto femminile e l’altro, cinquecento anni d’arte e bellezza. Intenso e commovente.
Sommando volti e sguardi l’autore ha realizzato un’opera indimenticabile nel quale traspaiono i caratteri dell’eterno femminino: la dolcezza, l’acutezza, la malizie, l’intelligenza.
E soprattutto la forza degli occhi.
martedì 6 maggio 2014
VIAGGIO A PRAGA
Sono appena tornata da un viaggio di cinque giorni a PRAGA e ho ancora nella mente e nel cuore le sensazioni che mi ha lasciato.
Il viaggio in pulmann è molto lungo , ore di viaggio per arrivare alla prima tappa : SALISBURGO. Che meravigliosa cittadina! Sotto un bellissimo sole abbiamo visitato giardini fioriti di mille viole di tutti i colori, su tutte il giallo e l'azzurro.
Attraversato un ponticello sul fiume alle cui ringhiere erano appesi centinaia di lucchetti, anche qui la sindrome di Moccia e del suo libro ha colpito gli innamorati, eguali in tutte le latitudini!
Nella via principale tutti i negozi hanno delle splendide insegne di ferro che ci fanno capire , nei loro disegni, cosa vende quel particolare negozio: sono state fatte per agevolare anche chi non sapeva leggere!
Nella via anche la casa di Mozart e il museo.
Ci sono molti bellissimi cortili, con deliziosi piccoli caffè all'aperto e bancarelle di manufatti caratteristici austriaci soprattutto natalizi.
La cittadina è dominata dall'alto dal castello; abbiamo anche visitato un cimitero posto nel centro della città, addossato alla roccia che sembrava un giardino.
Si può girare anche in carrozzelle tirate da robusti cavalli, deve essere molto romantico!! Sento che qui vivrei davvero volentieri, peccato che la lingua sia veramente ostica: non si capisce niente.
Alla sera cena e riposo in un bellissimo alberghetto, con il letto a baldacchino con soffici piumoni bianchi .
L'indomani partenza per PRAGA. Avevo sentito parlare di questa città come di una meraviglia assoluta e in effetti è molto coreografica , con bellissimi palazzi barocchi, case dipinte e chiese meravigliose.
La nostra guida Tatiana ci ha portato in giro spiegandoci ogni cosa fino ad arrivare al Castello, abbiamo assistito al cambio della guardia e siamo entrati.
Il castello ha una superfice enorme ed è pieno di cortili e costruzioni: appena entrati ci siamo trovati di fronte ad una meravigliosa cattedrale: S:Vito che è la maggiore chiesa di Praga innalzata da Carlo VI nel 1344 .
Ai nostri giorni nell'ala sud si trova il palazzo di Rodolfo dove ci sono le stanze del Presidente della Repubblica.
Poi visita al quartiere ebraico, molto interessante: abbiamo visitato la sinagoga :un locale sulle cui pareti si susseguono i nomi dei 7o.000 ebrei praghesi deportati e uccisi durante la guerra e un piccolo museo con i disegni dei bimbi nei campi di concentramento. Molto toccante.
il secondo monumento più importante del quartiere è il vecchio cimitero ebraico, uno dei più belli in assoluto nel suo genere. Un giardino di piante secolari con ai piedi decine di pietre di tutte le dimensioni e nelle pose più strane con scritte ormai illeggibili. Dicono che per risparmiare spazio le sepolture erano messe una sull'altra anche per dieci piani!!
Siamo poi giunti nella Zlata Ulicka ovvero il vicolo d'oro : una piccola via con casette ad un piano di tutti i colori dove ora ci sono piccoli negozi di artigianato ma dove un tempo si abitava e al n. 22 c'è la casa di Franz Kafka.
Praga è la città dei ponti, tra tutti il più famoso è il ponte Carlo, lungo 520 mt. Qui offrono le loro piccole opere pittori, artigiani, musicanti di strada: due ragazze cieche cantavano con voci bellissime e toccanti.
Visto la piazza Venceslao e la tomba di Jan Palack che si è dato fuoco durante la famosa primavera di Praga.
Alla sera Hotel Clarion, stanza 7216 piano settimo!!!! e memorabile prima colazione! Che libidine i dolci! Purtroppo non ho resistito alle tentazioni:
Non posso dimenticare la folla incredibile assiepata davanti alla torre dell'orologio astronomico ; costruito nel 1410 talmente difficile da leggere che i praghesi hanno posto più in alto un orologio "Normale!"
Il giorno dopo partenza per Monaco di Baviera , purtroppo il bel tempo ci ha abbandonato , pioggia e vento ci hanno accompagnato. Pazienza, abbiamo visto il famoso Carillon e alle ore CINQUE tutti con il naso per aria ad osservare le figurine che danzano al ritmo di musichette. Anche qui una folla incredibile di turisti.
Quanta gente in giro per il mondo!!
C'ERO ANCH'IO e nobn dimenticherò questo bellissimo viaggio
Visto la piazza Venceslao e la tomba di Jan Palack che si è dato fuoco durante la famosa primavera di Praga.
Alla sera Hotel Clarion, stanza 7216 piano settimo!!!! e memorabile prima colazione! Che libidine i dolci! Purtroppo non ho resistito alle tentazioni:
Non posso dimenticare la folla incredibile assiepata davanti alla torre dell'orologio astronomico ; costruito nel 1410 talmente difficile da leggere che i praghesi hanno posto più in alto un orologio "Normale!"
Il giorno dopo partenza per Monaco di Baviera , purtroppo il bel tempo ci ha abbandonato , pioggia e vento ci hanno accompagnato. Pazienza, abbiamo visto il famoso Carillon e alle ore CINQUE tutti con il naso per aria ad osservare le figurine che danzano al ritmo di musichette. Anche qui una folla incredibile di turisti.
Quanta gente in giro per il mondo!!
C'ERO ANCH'IO e nobn dimenticherò questo bellissimo viaggio
giovedì 17 aprile 2014
N O A H il film su Noè
Ieri sera con alcuni amici sono andata a vedere il nuovo film di Darren Aronofsky con Russel Crowe
Avevo visto alcuni spezzoni e mi erano parsi spettacolari, le scene del diluvio, viste in TRE D erano veramente forti.
Alle prime scene tutto bene, la presentazione di Noè , di sua moglie e dei suoi tre figli, Sem, Cam e Jafet e le peripezie per trovare una terra pacifica dove vivere è fatta bene, anche se in più punti molto violenta.
Ma quando Iddio chiede a Noè di costruire l'arca e lui raggiunge il luogo dove questo accadrà il film si trasforma per me in una BOIATA PAZZESCA:
alcuni personaggi di pietra, enormi, snodati e ciondolanti, pieni di fuoco e fiamme al loro interno che rappresentano gli angeli caduti che, prima lo combattono e poi lo aiutano per me sono veramente ridicoli ,al limite della decenza, e infatti abbiamo cominciato a ridere e a fare battutacce!!
C' è molta violenza, alcune scene sono inguardabili, insomma non mi è piaciuto . Penso che poteva essere un film meraviglioso, la storia di Noè è di quelle che suscitano meraviglia perchè è la vicenda di un uomo che si fida ciecamente di un Creatore che non vede mai e che gli chiede una cosa tremenda, uccidere tutti gli uomini della terra che hanno peccato gravemente e ricostruire una nuova terra dove tutto possa ricominciare .
La storia di un padre che per obbedire al Creatore si mette in conflitto con i suoi figli che non accettano e non capiscono la sua durezza.
Avevo visto alcuni spezzoni e mi erano parsi spettacolari, le scene del diluvio, viste in TRE D erano veramente forti.
Alle prime scene tutto bene, la presentazione di Noè , di sua moglie e dei suoi tre figli, Sem, Cam e Jafet e le peripezie per trovare una terra pacifica dove vivere è fatta bene, anche se in più punti molto violenta.
Ma quando Iddio chiede a Noè di costruire l'arca e lui raggiunge il luogo dove questo accadrà il film si trasforma per me in una BOIATA PAZZESCA:
alcuni personaggi di pietra, enormi, snodati e ciondolanti, pieni di fuoco e fiamme al loro interno che rappresentano gli angeli caduti che, prima lo combattono e poi lo aiutano per me sono veramente ridicoli ,al limite della decenza, e infatti abbiamo cominciato a ridere e a fare battutacce!!
C' è molta violenza, alcune scene sono inguardabili, insomma non mi è piaciuto . Penso che poteva essere un film meraviglioso, la storia di Noè è di quelle che suscitano meraviglia perchè è la vicenda di un uomo che si fida ciecamente di un Creatore che non vede mai e che gli chiede una cosa tremenda, uccidere tutti gli uomini della terra che hanno peccato gravemente e ricostruire una nuova terra dove tutto possa ricominciare .
La storia di un padre che per obbedire al Creatore si mette in conflitto con i suoi figli che non accettano e non capiscono la sua durezza.
venerdì 10 gennaio 2014
L'EPIFANIA TUTTE LE FESTE SI PORTA VIA
Sabato e domenica 6 gennaio , con due amiche, siamo andate a Genova.
Conoscevo poco la città, anche se avevo già visitato l'acquario, meraviglioso. Abbiamo visto la Mostra di Edward Munk, il famoso pittore che viene ricordato principalmente per il quadro chiamato "L'URLO" ma di cui abbiamo visto alcuni quadri veramente straordinari . Il quadro "Madonna" in cui ritrae una donna nuda bellissima con i lunghi capelli sciolti è al tempo stesso bello e inquietante.
Il pittore è stato un uomo molto tormentato, ha vissuto una vita piena di dolori, a partire dalla morte della madre quando lui aveva 4 anni alla morte della amatissima sorellina di 15 anni.
Queste esperienze le ha portate in sè tutta la vita e hanno condizionato la sua pittura.
Il quadro "La malatina" ritrae la sorella nel letto, con i capelli sciolti, pallidissima e emana un profondo senso di solitudine e di dolore.
Abbiamo passeggiato nella famosa strada detta Strada Nuova, fiancheggiata da palazzi meravigliosi, tutti restaurati negli scorsi anni e che ottenuto dall'Unesco il titolo di Patrimonio dell'umanità.
Una via unica al mondo che è una porta sul centro antico.
Il giorno dopo, Epifania, abbiamo preso un treno e siamo andate a CAMOGLI; la giornata era stupenda, un sole caldissimo, un panorama strepitoso, le viuzze del paese piene di gente in maniche corte che prendeva il sole. Alcuni coraggiosi si sono perfino cimentati in una nuotata!!
Insomma il 2014 è iniziato bene. BUON ANNO A TUTTI
giovedì 9 gennaio 2014
CUORE DI MAGLIA
CUORE DI MAGLIA , è una associazione, che io ho conosciuto da poco, che con la partecipazione di tante signore volontarie, si occupa di fornire ai piccoli nati prematuri negli ospedali, corredini .lavorati a maglia, lenzuolini, etc.
Anch'io ho cominciato a fare piccole scarpine, veramente una cosa commovente! sono talmente piccole che forse non entrano nemmeno ai piedi di una bambola, i cappellini vengono misurati sulla misura di una piccola arancia, il sacco nanna alto forse 25 centimetri! E' un lavoro che si fa con amore immaginando quei piccoli esserini che lottano per la vita e le loro famiglie che vivono di speranza e sanno che qualcuno ha pensato a loro. Trovo che sia una bellissima idea
Anch'io ho cominciato a fare piccole scarpine, veramente una cosa commovente! sono talmente piccole che forse non entrano nemmeno ai piedi di una bambola, i cappellini vengono misurati sulla misura di una piccola arancia, il sacco nanna alto forse 25 centimetri! E' un lavoro che si fa con amore immaginando quei piccoli esserini che lottano per la vita e le loro famiglie che vivono di speranza e sanno che qualcuno ha pensato a loro. Trovo che sia una bellissima idea
venerdì 3 gennaio 2014
POESIA DI EUGENIO MONTALE
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, ne più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate
erano le tue.
Questa bellissima poesia è dedicata alla moglie Drusilla Tanzi chiamata dagli amici "Mosca" per via dei suoi occhiali dalle lenti spesse; ed è contenuta nella raccolta di poesia Xenia.
venerdì 13 dicembre 2013
SETTE LEGGI DELLA CONFUSIONE IN CUCINA
1 Gli attrezzi di cucina che svolgono varie funzioni, non ne svolgono bene neanche una.
Più caro è un attrezzo e meno lo userai.
2 Più semplici sono le istruzioni d'uso (per esempio "schiacciare qui" ) e più difficile sarà aprire la scatola.
3 Il sesto punto di una ricetta andava eseguito tra il primo e il secondo
4 Una volta rovinato un piatto, qualsiasi cosa tu aggiungi per rimediare lo peggiorerà
5 Se hai fatto l'anatra all'arancia, ti faranno i complimenti per le patate lesse.
6 Se hai aggiunto un ingrediente per dare un tocco di genio, il tuo ospite sarà allergico a quell'ingrediente.
7 Più tempo e fatica ci sono voluti a preparare la cena, più alta è la probabilità che gli ospiti parlino tutta la sera di altre cene a cui sono stati.
(Dal secondo libro di Murphy)
Ragazze, teniamo a mente queste semplici norme, non affanniamoci troppo e non stanchiamoci, le cose semplici sono le più gradite!!!!
lunedì 9 dicembre 2013
DOMENICO QUIRICO al SERMIG
Martedì sera al Sermig c'è stato l'incontro con Domenico Quirico, il giornalista della Stampa che rapito , è stato tenuto prigioniero in Siria per cinque mesi. C'era tantissima gente , in larga maggioranza giovani, venuti ad ascoltare le parole di quest'uomo che ha vissuto una esperienza tragica .
Le domande al giornalista sono state fatte, oltre che da una giornalista , soprattutto dai ragazzi che hanno voluto sentire da lui cosa ha lasciato nel suo animo questa avventura traumatica.
Quirico è un grande giornalista , reporter di guerra, è stato presente in tante drammatiche situazioni in Europa e in Africa, già nel 2011 era in Siria ed era stato rapito e liberato dopo pochi giorni.
La rivoluzione siriana l'aveva conosciuta bene ed approvata, dopo la lunga dittatura di Assad gli sembrava giusta e degna di attenzione. Aveva voluto ritornarci, lui ci spiega che fu anche un atto di superbia e di egoismo: arrivare primi sui luoghi, riuscire a strappare notizie di prima mano, descrivere dal vivo tutto quello che succede senza minimamente pensare a chi lasci a casa con l'angoscia nel cuore, la sua famiglia , le sue figlie che nel lungo periodo della . prigionia hanno molto sofferto.
Il suo rapimento, insieme ad un giornalista francese è stato qualcosa di estremamente drammatico,fatto da una fazione di uomini che si sono dimostrati crudeli e senza pietà.
Lui ci racconta che tutta la società siriana, dopo anni di guerra fratricida , ha perso ogni senso di pietà umana e viene da lui chiamata il regno del male.
Anche i bambini, vivendo in questo clima di terrore, imparano dagli adulti la violenza ; lui ricorda che un giorno alcuni ragazzini gli fecero vedere sul cellulare una scena di lapidazione terribile; come se fosse una scenetta ridicola! E loro ridevano!
I ribelli della prima ora non ci sono più, sono stati tutti uccisi, forse quelli davvero perseguivano un ideale di libertà e di giustizia, quelli che sono subentrati dopo invece hanno perso di vista il vero motivo che li spinge alla ribellione e alla lotta e sono diventati delle bande di delinquenti.
Affermazioni dure ma che Quirico giustifica con il fatto di averle provate sulla sua pelle.
Le domande dei ragazzi vertevano su come Quirico avesse potuto resistere tanto tempo in una cella buia, piccola, senza vedere mai nessuno; lui risponde che anche la fede lo ha aiutato e il poter ricordare i tantissimi libri letti , poter parlare con il suo compagno; senza di lui dice che sarebbe morto.
Per ben due volte hanno finto di ucciderlo puntandogli la pistola alla tempia! Come si possono dimenticare certe cose, ti seguiranno per tutta la vita:
sabato 19 ottobre 2013
DOLCI PASTIGLIE LEONE
Un detto torinese dice di una cosa ben fatta, ben riuscita: E' marca Leone!
Si riferisce alla fabbrica delle Pastiglie Leone , una realtà di Torino fin dal 1857,fondata da Luigi Leone. L'Italia non era ancora formata, si farà nel 1861 e già le piccole e colorate e dolci pastiglie volavano per il Paese.
Ieri sono andata a visitare questa realtà torinese che da poco si è trasferita a Collegno; abbiamo avuto come guida la figlia dell'attuale titolare, appassionata del suo lavoro, che ci ha parlato della storia della sua famiglia , i Monero e soprattutto della sua intrepida nonna che nel 1937 acquisì la fabbrica Leone che era in un periodo non florido e la riportò , con tanti sacrifici , allo splendore odierno.
La ditta non ha mai perso la capacità di lavorare materie prime assolutamente naturali, senza composti chimici ed è rimasta l'unica nel suo genere a produrre le famose pastiglie coloratissime.
Abbiamo visto il macchinario nei quali si inserisce una massa grandissima di pasta che è stata precedentemente lavorata e che dopo un solo passaggio sforna migliaia di piccole pallottole di tutti i colori.
Certo le macchine sono incredibili e i lavoratori sono proprio pochi!
Adesso la Ditta ha anche ripreso la lavorazione della cioccolata che era stata interrotta e che viene lavorata
con una cura appassionata e materie prime eccellenti.
C'è addirittura un piccolo torchio a pietra che lavora la pasta per ore.
Siamo entrati nei laboratori vestiti con camice bianco, cuffia bianca, soprascarpe bianche, sembravamo astronauti.
Abbiamo anche avuto un delizioso omaggio e abbiamo fatto incetta di pastiglie e di cioccolato. Evviva
Si riferisce alla fabbrica delle Pastiglie Leone , una realtà di Torino fin dal 1857,fondata da Luigi Leone. L'Italia non era ancora formata, si farà nel 1861 e già le piccole e colorate e dolci pastiglie volavano per il Paese.
Ieri sono andata a visitare questa realtà torinese che da poco si è trasferita a Collegno; abbiamo avuto come guida la figlia dell'attuale titolare, appassionata del suo lavoro, che ci ha parlato della storia della sua famiglia , i Monero e soprattutto della sua intrepida nonna che nel 1937 acquisì la fabbrica Leone che era in un periodo non florido e la riportò , con tanti sacrifici , allo splendore odierno.
La ditta non ha mai perso la capacità di lavorare materie prime assolutamente naturali, senza composti chimici ed è rimasta l'unica nel suo genere a produrre le famose pastiglie coloratissime.
Abbiamo visto il macchinario nei quali si inserisce una massa grandissima di pasta che è stata precedentemente lavorata e che dopo un solo passaggio sforna migliaia di piccole pallottole di tutti i colori.
Certo le macchine sono incredibili e i lavoratori sono proprio pochi!
Adesso la Ditta ha anche ripreso la lavorazione della cioccolata che era stata interrotta e che viene lavorata
con una cura appassionata e materie prime eccellenti.
C'è addirittura un piccolo torchio a pietra che lavora la pasta per ore.
Siamo entrati nei laboratori vestiti con camice bianco, cuffia bianca, soprascarpe bianche, sembravamo astronauti.
Abbiamo anche avuto un delizioso omaggio e abbiamo fatto incetta di pastiglie e di cioccolato. Evviva
giovedì 19 settembre 2013
CIRCOLO DEI LETTORI
Ieri al Circolo dei lettori ho assistito a due conferenze particolarmente interessanti:
la prima era con LUCA TARANTELLI figlio dell'economista EZIO ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985.
accompagnato da Mario Calabresi direttore della Stampa che ha presentato il libro scritto da Luca sulla vita, il lavoro e la personalità di suo padre, morto quando lui aveva soltanto 13 anni.
Il libro è intitolato "Il sogno che uccise mio padre" storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti"
Per prima cosa Mario Calabresi ha sottolineato la somiglianza tra il loro destino, tutti e due privati di un padre importante, in modo tragico, tutti e due ancora bambini e quindi pieni di dolore, insieme alle loro madri, tutte e due donne veramente eccezionali, che hanno fatto di tutto per crescerli senza odio, come sarebbe stato quasi naturale.
LUCA è un tipo molto schivo, mi è parso timidissimo e ci ha raccontato con commozione come , per scrivere il suo libro, ha incontrato tanti amici del padre, studenti, professori , bancari famosi che lo avevano aiutato tra cui CIAMPI, che ricordavano questo giovane professore economista,( quando è morto aveva appena 43 anni, ) e che ne apprezzavano il rigore, la passione con cui esponeva le sue idee.
Aveva studiato in America con almeno tre premi Nobel tra cui MODIGLIANI e quando tornò in Italia comincò ad insegnare in Università.
Purtroppo le sue idee liberali, moderne sul lavoro, sull'economia in quel momento gli attirarono l'odio di molti e le Brigate Rosse lo uccisero: Fu uno degli ultimi , nel 1985 sembrava che la stagione delle stragi fosse finita:
negli anni 70 erano state terribili , fino al rapimento di Moro e alla sua morte.
Quando si parlava dei morti ammazzati dalle Brigate Rosse non si pensava che erano anche uomini normali, mariti, padri di famiglia, LUIGI CALABRESI aveva appena 35 anni e tre figli di cui uno doveva ancora nascere.!
La seconda conferenza è stata con una scrittrice giovane , al suo primo romanzo: NOEMI CUFFIA. Presentata da un altro scrittore torinese : LUCA RAGAGNIN ci ha fatto scoprire il suo libro:" Il metodo della bomba atomica"
Un titolo molto strano che non rende affatto l'idea di cosa sia questo romanzo: essenzialmente una storia d'amore e di mistero, lo sto leggendo e mi piace.
NOEMI scrive molto sulla rete, ha un blog molto seguito che si intitola Tazzina di caffè e anche per questo mi è piaciuta. Dice che sta già scrivendo un altro libro; bene la risentirò
la prima era con LUCA TARANTELLI figlio dell'economista EZIO ucciso dalle Brigate Rosse nel 1985.
accompagnato da Mario Calabresi direttore della Stampa che ha presentato il libro scritto da Luca sulla vita, il lavoro e la personalità di suo padre, morto quando lui aveva soltanto 13 anni.
Il libro è intitolato "Il sogno che uccise mio padre" storia di Ezio Tarantelli che voleva lavoro per tutti"
Per prima cosa Mario Calabresi ha sottolineato la somiglianza tra il loro destino, tutti e due privati di un padre importante, in modo tragico, tutti e due ancora bambini e quindi pieni di dolore, insieme alle loro madri, tutte e due donne veramente eccezionali, che hanno fatto di tutto per crescerli senza odio, come sarebbe stato quasi naturale.
LUCA è un tipo molto schivo, mi è parso timidissimo e ci ha raccontato con commozione come , per scrivere il suo libro, ha incontrato tanti amici del padre, studenti, professori , bancari famosi che lo avevano aiutato tra cui CIAMPI, che ricordavano questo giovane professore economista,( quando è morto aveva appena 43 anni, ) e che ne apprezzavano il rigore, la passione con cui esponeva le sue idee.
Aveva studiato in America con almeno tre premi Nobel tra cui MODIGLIANI e quando tornò in Italia comincò ad insegnare in Università.
Purtroppo le sue idee liberali, moderne sul lavoro, sull'economia in quel momento gli attirarono l'odio di molti e le Brigate Rosse lo uccisero: Fu uno degli ultimi , nel 1985 sembrava che la stagione delle stragi fosse finita:
negli anni 70 erano state terribili , fino al rapimento di Moro e alla sua morte.
Quando si parlava dei morti ammazzati dalle Brigate Rosse non si pensava che erano anche uomini normali, mariti, padri di famiglia, LUIGI CALABRESI aveva appena 35 anni e tre figli di cui uno doveva ancora nascere.!
La seconda conferenza è stata con una scrittrice giovane , al suo primo romanzo: NOEMI CUFFIA. Presentata da un altro scrittore torinese : LUCA RAGAGNIN ci ha fatto scoprire il suo libro:" Il metodo della bomba atomica"
Un titolo molto strano che non rende affatto l'idea di cosa sia questo romanzo: essenzialmente una storia d'amore e di mistero, lo sto leggendo e mi piace.
NOEMI scrive molto sulla rete, ha un blog molto seguito che si intitola Tazzina di caffè e anche per questo mi è piaciuta. Dice che sta già scrivendo un altro libro; bene la risentirò
venerdì 13 settembre 2013
TORINO CRESCE PLURALE
ESSERE OGGI
CONTRO UNA SOCIETA' MULTIETNICA
E' COME VIVERE IN ALASKA
ED ESSERE CONTRO LA NEVE:
CONTRO UNA SOCIETA' MULTIETNICA
E' COME VIVERE IN ALASKA
ED ESSERE CONTRO LA NEVE:
martedì 3 settembre 2013
SEAMUS HEANEY POETA IRLANDESE
E' morto pochi giorni fa il poeta Seamus Heaney premio Nobel per la letteratura nel 1995.
Purtroppo devo dire che non ne avevo mai sentito parlare!! Ma avendo letto degli articoli che raccontano la sua vita e leggendo alcune delle sue poesie mi sono innamorata di lui.
Quasi come ho capito e ammirato subito Wistawa Szymborska , anche lei premio Nobel nel 1996. Che meraviglia sono le sue poesie , che sembrano semplici e parlano della quotidianità del mondo reale, i semplici legami fra gli uomini, l'amore domestico, l'album con le foto di famiglia , una gita ,il circo. Un mondo, dietro a cui si nascondono altri mondi possibili e immaginati.
Anche Seamus Heaney da quel poco che ho letto, ma lo approfondirò al più presto, parla della sua terra, l'Irlanda, e si occupa con viva attenzione del dettaglio anche minimo dell'opera umana, nella sua tradizione e nel suo lavoro.
Dicono che fosse una persona estremamente umile e simpatica, un grande uomo che aveva molto da insegnarci con la solidità morale e culturale.
Una delle sue poesie più famose è SCAVANDO
Tra il mio indice e il pollice sta la penna,
salda come una rivoltella.
Sotto la mia finestra un suono graffiante.
Quando la vanga affonda nella ghiaia:
Mio padre che scava. Guardo giù
Finchè la sua schiena china tra le aiuole,
Si risolleva, vent'anni addietro,
Piegandosi a ritmo in mezzo ai solchi
Di patate che scavava.
Il rozzo scarpone poggiato sulla staffa,
Il manico all'interno del ginocchio sollevato con fermezza,
Sradicava le alte cime, infossando l'orlo lucente.
Per spargere le patate nuove che noi raccoglievamo
Amandone la fresca durezza fra le mani.
Dio, sapeva usare una vanga il mio vecchio,
Proprio come il suo vecchio
Mio nonno tagliava più torba in una giornata
Di chiunque altro uomo alla torbiera di Toner.
Una volta gli portai del latte in una bottiglia
Turata alla men peggio con un pezzo di carta.
Si raddrizzò per berne e subito riprese
A tagliare e intaccare nettamente,
Spalando pesanti zolle, gettandosele alle spalle,
Andando a fondo, sempre più a fondo
In cerca di buona torba. Scavando
Il freddo aroma d'amido nel terricccio, il risucchio
E lo schiaffo della torba umida, i tagli netti della lama
Nelle radici vive mi risvegliano la memoria.
Ma non ho una vanga per imitare uomini come loro.
Tra il mio indice e pollice
Sta acquattata la penna.
Scaverò con quella.
Il
sabato 24 agosto 2013
P A V PARCO ARTE VIVENTE
Da molto tempo volevo visitare questo museo, non riuscivo a comprendere cosa fosse:"
Centro sperimentale di arte contemporanea" . Torino ha già molti musei di arte contemporanea che conosco. Arte vivente? Mah!
Non riuscivo nemmeno a capire dove fosse e ieri finalmente mi sono decisa, con la metro e due pulmann sono arrivata in Via Giordano Bruno 31.
All'entrata del museo ho subito conosciuto una bravissima guida che mi ha portato a visitare tutte le installazioni all'interno. . Che interessante!!
Il PAV è stato ideato dall'artista Piero Gilardi e con le sue installazioni artistico-ambientali e lo spazio interno si delinea quale luogo di scambio, di incontro tra le persone , gli artisti e e la natura che ci circonda.
Nel grande giardino sono disseminate le opere di vari artisti , alcune veramente suggestive: camminando tranquilla nel verde sembra di essere lontanisssima dalla città e invece se ti guardi attorno vedi le case a due passi.
Il parco è sorto in un 'area ex industriale abbandonata , è stato inaugurato nel 2008 e oltre alle opere permanenti esistenti nel parco svolge una attività educativa per le scuole, è un'area di ricerca per gli artisti che realizzano opere collettive che vengono proposte al pubblico .
Insomma mi è piaciuto moltissimo, mi sono seduta nel giardino e ho goduto del verde e delle opere , tra cui bellissimo un enorme quadrifoglio scavato nella terra e a cui puoi girare intorno seguendo un percorso delimitato da un muretto in pietra e un 'altra , una specie di gioco scivolo per bambini , molto alto e ricoperto di fiori e di piante e su cui sono posate alcune arnie per le api.
Un'altra installazione , vincitrice del concorso per il 2012, è un forno per cuocere il pane, artigianale, come quelli di una volta. I cittadini che vogliono possono riunirsi nel giardino e cuocere da soli il loro pane e nel frattempo conoscere altre persone e fare amicizia. Che bella idea!
Insomma il parco è stata una piacevolissima sorpresa.
Centro sperimentale di arte contemporanea" . Torino ha già molti musei di arte contemporanea che conosco. Arte vivente? Mah!
Non riuscivo nemmeno a capire dove fosse e ieri finalmente mi sono decisa, con la metro e due pulmann sono arrivata in Via Giordano Bruno 31.
All'entrata del museo ho subito conosciuto una bravissima guida che mi ha portato a visitare tutte le installazioni all'interno. . Che interessante!!
Il PAV è stato ideato dall'artista Piero Gilardi e con le sue installazioni artistico-ambientali e lo spazio interno si delinea quale luogo di scambio, di incontro tra le persone , gli artisti e e la natura che ci circonda.
Nel grande giardino sono disseminate le opere di vari artisti , alcune veramente suggestive: camminando tranquilla nel verde sembra di essere lontanisssima dalla città e invece se ti guardi attorno vedi le case a due passi.
Il parco è sorto in un 'area ex industriale abbandonata , è stato inaugurato nel 2008 e oltre alle opere permanenti esistenti nel parco svolge una attività educativa per le scuole, è un'area di ricerca per gli artisti che realizzano opere collettive che vengono proposte al pubblico .
Insomma mi è piaciuto moltissimo, mi sono seduta nel giardino e ho goduto del verde e delle opere , tra cui bellissimo un enorme quadrifoglio scavato nella terra e a cui puoi girare intorno seguendo un percorso delimitato da un muretto in pietra e un 'altra , una specie di gioco scivolo per bambini , molto alto e ricoperto di fiori e di piante e su cui sono posate alcune arnie per le api.
Un'altra installazione , vincitrice del concorso per il 2012, è un forno per cuocere il pane, artigianale, come quelli di una volta. I cittadini che vogliono possono riunirsi nel giardino e cuocere da soli il loro pane e nel frattempo conoscere altre persone e fare amicizia. Che bella idea!
Insomma il parco è stata una piacevolissima sorpresa.
giovedì 22 agosto 2013
IL CIRCO DELLA FARFALLA
Io ho visto questo video e mi sono veramente commossa.E' un inno alla voglia di vivere, al coraggio e alla bontà. Tutti i personaggi sono così belli e particolari.
L'ho già rivisto molte volte e sempre mi prende al cuore.
venerdì 16 agosto 2013
CONTINUA.......
A Pennabilli abbiamo conosciuto la moglie russa di Tonino Guerra, la signora Lora, dolce e simpatica che custodisce con amore le tante opere del marito.
Su un colle è posata una campana proveniente da Lhasa, portata dal Dalai Lama per ricordare la missione cristiana nel Tibet di Padre Orazio degli Olivieri e alcune preghiere girevoli tipiche della devozione buddista.
E infine, quasi incredibile in questo paesino, il Museo della matematica, il Mateureka, interessantissimo, dove ,attraverso numerose sale laboratorio si sperimentano i concetti e le idee della matematica con l'intento di trasmettere non solo conoscenze ma, principalmente, emozioni.
Visita al Castello di Gradara, teatro dell'amore infelice tra Paolo e Francesca; bellissimo passeggiare sulle sue mura. Anche questo castello era stato abbandonato ed era diventato un rudere, ma un mecenate privato , l'ing. umberto Zanvettori intorno al 1920 investì tutte le sue risorse per riportare la fortezza alla sua antica bellezza. Ci si ricorda qui dei commoventi versi di Dante :
" Amor, ch'ha nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte
che come vedi ancor non m'abbandona."
Poi direzione verso Fossombrone e la gola del Furlo, dove il fiume Metauro scorre fra imponenti pareti rocciose e forma angoli di grande bellezza.
Al piccolo bar dove ci siamo fermate sapete cosa abbiamo trovato? La sala da pranzo dove mangiava Mussolini quando passava di lì per andare da Predappio a Roma!! Mobili anni 30, busto del Dux, souvenir
vari, che incontri si fanno in giro per l'Italia!!!
In ultimo siamo arrivati fino al mare di Pesaro e abbiamo fatto un bagno ristoratore.
Sono state vacanze molto interessanti .e simpatiche . Grazie a tutte e alle prossime!!!
giovedì 15 agosto 2013
SETTE GIORNI NELLE MARCHE
Partita il 6 agosto con tre amiche, meta le Marche. Siamo turiste fai da te e quindi abbiamo prenotato presso un agriturismo che si è rivelato splendido: Monte Lippo a Colbordolo a 15 km. da Urbino. Ve lo consiglio: panorama bellissimo, gentilezza, cuoco favoloso.
E' iniziato subito il nostro giro turistico, tutto deciso da una di noi, che si è rivelato proprio interessante.
Urbino è una città veramente splendida, sembra di vivere in un'altra epoca , sotto il dominio di FE DUX come si firmava Federico da Montefeltro. Grande personaggio che ha costruito la città ideale chiamando a raccolta i più grandi artisti del suo tempo.
Urbino è la patria di Raffaello e i suoi quadri meravigliosi li abbiamo ammirati visitando la galleria di Palazzo Ducale con una brava guida.
Poi continuiamo il viaggio attraverso le splendide colline , ordinate come quadri, piene di campi di girasoli.
Arriviamo ad un piccolo delizioso paese, già simpatico dal nome: Pennabilli di cui non conosciamo nulla ma che ci riserva tante sorprese: E' il paese di Tonino Guerra , il famoso sceneggiatore con Fellini che ha disseminato le vie del paese delle sue opere , delle sue idee, dei suoi pensieri.
C'è la via delle meridiane dipinte sui muri,il giardino dei frutti dimenticati con le sue opere di scultore, il muro delle madonne dimenticate, l'angelo con i baffi e poi la sua casa, piena di colori, di quadri, di strani mobili, sculture e pensieri scritti sui cuscini. Alcuni erano così belli che li ho trascritti
"L'aria è quella roba leggera che ti gira intorno alla testa e diventa più chiara quando ridi "
"La mia casa è così in alto che sento tossire Dio"
"Non è vero che 1+1 fa sempre 2. Una goccia + un'altra goccia fa una goccia più grande"
Il nostro viaggio continua.............
alla seconda puntata....
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